La differenza d’oro tra Kariega e Addo?
Al Kariega sei un passeggero viziato a bordo di un 4×4 aperto, con un ranger esperto che scova gli animali al posto tuo. All’Addo, invece, sei il capitano della tua utilitaria a noleggio, con la mappa sulle ginocchia, lo sguardo da esploratore e il brivido del self-drive.
La regola d’oro per l’Addo (l’unica cosa che ti separa dal diventare lo spuntino di un leone o il tappetino di un elefante) è semplicissima: non scendere mai dalla macchina. Ma proprio mai. A meno che tu non voglia testare di persona se la selezione naturale sia ancora in voga!
“Sì, d’accordo… e se mi scappa la pipì?”
Qui veniamo al vero dramma di ogni safari fai-da-te. Cosa fai se la natura chiama proprio mentre sei circondato dalla natura selvaggia? La risposta ufficiale è: te la tieni. Oppure pianifichi la tua vescica con la precisione millimetrica di un lancio della NASA.
Il parco è immenso, ma i ranger hanno pensato a noi umani: ci sono pochissime aree di sosta recintate (come i cancelli principali o il Jack’s Picnic Spot) dove puoi scendere in sicurezza e correre in bagno. Il segreto è studiare la mappa prima di bere il secondo caffè della colazione.
Se pensi di fare un salto veloce “dietro la portiera dell’auto”, sappi che la vegetazione dell’Addo è fitta e i predatori sono maestri del mimetismo. La portiera aperta non è uno scudo spaziale. Se la situazione si fa davvero tragica e il bagno recintato è a 40 minuti di distanza, l’unica soluzione sicura (anche se poco elegante) è una bottiglietta vuota a bordo. È da campeggio estremo, d’accordo, ma è sempre meglio che finire nei telegiornali sotto la voce “Turisti che fanno cose stupide in Africa”.





